Quattro generazioni alle Fornasette in riva all'Adda


CesareCantuNel 1886 nell'allora comune di Capiate, oggi incorporato nel comune di Olginate, in frazione Fornasette, nome derivato dalle fornaci di mattoni presenti, il 20 maggio veniva data concessione per avvio d'un esercizio di minuta vendita di vino al bisnonno Giuseppe Cantu', figlio di Giulio il quale era cugino di Cesare Cantu' scrittore e storico, natio del vicino comune di Brivio. Il riscontro di ciò viene da una convenzione di abbonamento al dazio consumo governativo. In quegl'anni il commercio prevalente era la pesca con la vendita del pesce fritto nell'osteria, insieme al vino e ai prodotti tipici locali come salame crudo e cotto, caprini freschi, cetrioli e peperoni lombardi sott'aceto
Nel gennaio del 1897 visto che i locali erano in affitto, il bisnonno Giovanbattista, subentrato nell'attivita' al fratello Giuseppe, decise di costruire cento metri più a sud sulla riva dell'Adda un'abitazione ad uso osteria e stalazzo, come si evince dal documento di compromesso con capomastro Amigoni
Nell'agosto di tale anno venne consegnata la casa, dove tuttora risiede l'attivita', infatti nel solaio è stata posta la pietra d'angolo, ancora visibile, con la data 8/8/1897 Nei primi '900 la trattoria, nei fine settimana, era frequentata dai milanesi o monzesi che arrivavano con il treno nella stazione di Airuno, a circa un chilometro, ed era il primo luogo vicino al fiume Adda, come si può vedere da una vignetta bucolica, invece nei giorni feriali molti clienti erano i cavallanti che con i carretti trasportavano le merci sulla ex statale 36 tra Lecco e Milano.
foto_storia_trattoria_011Nel 1926 moriva Giovanbattista a cui subentrava il nonno Edoardo, uomo di carattere forte, orgoglioso alpino, eroe della guerra di Libia e Cavaliere di Vittorio Veneto, che univa al lavoro della trattoria, svolto soprattutto dalle donne della famiglia, quello della pesca nei mesi caldi e usando le stesse barche, il taglio delle cannette nella palude ( ora parco dell' Adda Nord ) prospiciente l'abitazione, poi usate per uso edilizio negli intonaci.
La nonna Maria era invece addetta alla cucina ma soprattutto alla pulitura e friggitura del pesce, cotto allora nei pentoloni d'olio scaldati con fascine di piccolo legname per raggiungere alte temperature. Non essendoci frigoriferi il pesce veniva tenuto vivo nelle botti bucate, immerse nel fiume, e prelevato alla bisogna. Anche tutto il tovagliato veniva lavato in ginocchio nel fiume sulla prea, con il sapone fatto in casa con la lisciva.
Pensate che bello in inverno con l' acqua fredda!
Tutti i sette figli contribuirono al lavoro nella trattoria, fino alla maggiore età.
La seconda guerra mondiale fu un periodo difficile per l'attività sia per la scarsità del cibo,la carenza di clientela e la partenza dei figli maschi al fronte.
Nel dopoguerra l'automobile portò nuovamente in auge la trattoria poiché il passaggio sulla statale attigua, dava nuova linfa al locale, punto di sosta durante la gita al lago di Lecco. Anche i collaudatori dell'allora famosa Gilera o quelli della Moto Guzzi si fermavano spesso durante le loro prove, usando il fienile per un riposino dopo pranzo.
Negli anni '60  ci sono stati vari ampliamenti alla struttura originaria con una cucina esterna più grande e maggiori posti a sedere nella sala. Il lavoro  in trattoria veniva svolto con la partecipazione di mio padre Luigi in cucina e mia madre Crippa Chiara in sala, figura molto amata dai nostri clienti.

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Negli ultimi 20 anni ci sono state altre migliorie allo stabile, compreso il recupero delle cantine ora adibite a sale pranzo,che però mantiene sempre lo schema originale, con una vista impagabile sulle anse del fiume Adda e la palude ove nidificano varie specie di uccelli.
Nel 1968 il nonno Edoardo ricevette la medaglia d'oro al commercio per 40 anni di attivita' che tenne intestata a lui fino al febbraio 1982, dove passò a me Roberto anch'io premiato nel 2007 per 25 anni di attivita'. Nel 2013 è stato aggiunto il reparto pizzeria con l' uso della farina PizzaGiovane, che otre che buona e saporita fa bene alla salute. Ora collabora con me mia moglie Elena, e per il prosieguo della tradizione speriamo che le mie figlie vogliano continuare l'attività ormai storica di 118 anni
Roberto Cantu'